Salone del Mobile 2026: sei brand, una direzione comune

La 64ª edizione del Salone del Mobile si è chiusa da pochi giorni, e già si capisce che cosa resterà. Non i progetti gridati, non le installazioni effetto-wow. A Milano, dal 21 al 26 aprile, la cosa più interessante è stata un cambio di tono: meno spettacolo, più materia. Meno catalogo, più progetto.

La campagna ufficiale dell’edizione, A Matter of Salone, lo aveva anticipato. La parola inglese matter significa due cose insieme: materia e ciò che conta. È esattamente il punto da cui ripartire quando si entra in uno showroom con un’idea di casa in mano e ci si chiede da dove cominciare. Non dal prodotto. Dalla materia. Dalla luce. Da come quella combinazione vivrà nello spazio.

Tra gli oltre 1.900 espositori della fiera, abbiamo seguito in particolare le novità di sei brand partner di Gandini LAB: Porro, Midj, Talenti, Lago, Modulnova e Novamobili. 

Porro: cento anni di sottrazione, e tre nuovi gesti

Porro arriva al Salone 2026 dopo un anniversario importante — il centenario dell’azienda — e con un’installazione nel suo showroom milanese di Via Visconti curata da Piero Lissoni, art director del brand da trent’anni. Il titolo, Reimagining Beauty, suona programmatico, ma il lavoro è coerente con la cifra Porro: forma essenziale, materia parlante, dettaglio sartoriale.

Le novità da mettere in agenda sono tre.

  • La prima è la libreria Ryo, disegnata da Nao Tamura. Il nome giapponese significa “bordo” o “spigolo”: la linea precisa in cui due superfici si incontrano in tensione. Strutturalmente è un sistema di lunghi piani orizzontali sostenuti da elementi triangolari ottenuti piegando una singola lastra di alluminio. 
  • La seconda è la poltrona Arnaldo, che segna il debutto in casa Porro dello studio nordamericano Yabu Pushelberg. La seduta sospesa si inserisce tra braccioli e schienale in un gioco di pieni e vuoti, costruendo una silhouette compatta, avvolgente, capace di evolversi nel tempo — pensata sia per il residenziale sia per l’hospitality.
  • La terza è la collezione di tavolini Guitar, firmata CRS Porro. Piani spessi in frassino massello o laccato lucido, dalle forme arrotondate o a goccia, poggiano su basi tronco-coniche in cemento.

Midj: la sedia come misura dello spazio

Midj lavora da oltre trentacinque anni sul tema della seduta, e al Salone 2026 lo fa ridisegnando dettagli che, nell’insieme, cambiano la percezione del prodotto.

La novità più rilevante è Cover.1, una nuova sedia che parte da un modello esistente e lo rilegge. La scocca è ridisegnata superando il precedente schienale trapezoidale e gli angoli più accentuati, e la base evolve in una nuova configurazione a slitta; le proporzioni vengono ricalibrate per lavorare meglio sulla stabilità e sul comfort.

Si aggiunge Tosca, sedia firmata da Paolo Vernier, fondatore e designer di Midj, disegnata nei toni caldi della natura e ispirata agli archetipi storici delle sedute.

E poi c’è Plissé, la collezione di tavoli che lavora su una base a pieghe dall’effetto tridimensionale, che si amplia con tre nuovi coffee table e un tavolo da pranzo: è il caso classico di un progetto che diventa famiglia, dove il dettaglio costruttivo della base finisce per definire un’intera grammatica di tavolini coordinati.

Talenti: l'outdoor diventa sistema, e il sistema diventa casa

Talenti continua a lavorare sotto il claim Beyond Outdoor, e al Salone 2026 il messaggio si fa più chiaro: l’azienda non sta più solo arredando l’esterno, sta ridisegnando il rapporto tra dentro e fuori.

A questo proposito, due novità.

La prima è Itaca, la nuova collezione modulare di Carlo Colombo. Si distingue per la generosità delle sue raggiature, curve morbide che conferiscono leggerezza e fluidità delle forme, invitando al relax e al comfort, e per l’uso di materiali naturali come il legno e il marmo. Il nome — l’isola omerica — è programmatico: l’outdoor come luogo a cui tornare, non più periferia della casa ma suo centro affettivo.

La seconda è il consolidarsi del catalogo Talenti Home, lanciato lo scorso anno e ora articolato come un vero sistema. Alle linee In&Out, Elton e Rayle si aggiungono nuovi prodotti come la poltrona Whitney, lo scrittoio Paul, la libreria Switch e i comodini Charlie, mentre alcuni progetti outdoor — Panama, Venice, Salinas — vengono ripensati in chiave interior.

Lago: il debutto nell'outdoor e i vent'anni di Air

Per Lago il Salone 2026 è una doppia occasione: un anniversario e una svolta.

L’anniversario riguarda Air, il sistema-libreria sospeso che vent’anni fa ha cambiato il modo di pensare il contenimento domestico. La nuova Libreria Air Roundy introduce la curva: mensole con raggi differenti sostenute dal vetro, che permettono di disegnare composizioni più organiche e adattabili all’architettura.

La svolta è il primo ingresso di Lago nel mondo dell’outdoor. L’azienda  padovana varca i confini delle mura domestiche per presentare la prima collezione dedicata all’outdoor, costruita coerentemente attorno al concetto di Air.

Modulnova: il travertino come architettura

A Eurocucina 2026, nell’ambito della Fiera a Rho, la cucina si è confermata uno dei laboratori più interessanti del progetto contemporaneo.

Modulnova arriva con un programma nuovo, Bassanello, firmato da Carlo Presotto e Andrea Bassanello.
La materia è l’inizio del discorso. Il travertino, con le sue tonalità calde e l’incisione profonda delle fresate, cattura la luce e la trasforma in vibrazione plastica.

La composizione presentata in fiera lavora su due isole parallele in pietra rigata a rilievo, con palette terra bruciata e libreria metallica retroilluminata sullo sfondo: è una cucina pensata come architettura domestica, in cui la pietra non è rivestimento ma volume, e la luce rivela la grana invece di appiattirla.

Novamobili: forme organiche, materia oltre la superficie

Novamobili ha scelto di portare al Fuorisalone 2026 un’operazione più ambientale che di prodotto, con il manifesto Living Beyond the Surface. Lo Flagship Store di Via Melchiorre Gioia, completamente rinnovato per l’occasione, ha presentato in anteprima la nuova collezione giorno, costruita su un vocabolario di forme organiche, essenze pregiate e pietre naturali.

La direzione è chiara: la zona giorno come luogo di esperienza, non più solo di rappresentazione. Materiali che hanno una storia, finiture che reagiscono alla luce, sistemi modulari pensati per essere personalizzati ma non chiassosi. È una proposta che dialoga bene con il resto del posizionamento Novamobili sulla zona notte — armadi, cabine, letti — e tiene insieme un’idea coerente di abitare, in cui giorno e notte usano la stessa lingua.

Cosa portiamo a Ferrara

Sei brand, sei racconti diversi. Eppure, se si guarda da abbastanza lontano, ricorrono le stesse parole: materia, luce, continuità tra dentro e fuori, sistemi che si adattano invece di imporsi, dettaglio costruttivo che entra nella scena. Niente effetto sorpresa per il gusto della sorpresa. Più scelte fatte sul lungo periodo.

In Gandini LAB, il Salone non è solo una fonte di prodotto. È un termometro: serve a capire dove si stanno spostando le richieste reali — quelle che, nel giro di qualche mese, arrivano nello showroom sotto forma di una pianta da leggere, di una moodboard da chiarire, di una scelta da prendere. La pietra che vibra invece di luccicare, l’outdoor pensato come un living, la libreria che cambia la percezione di una parete: queste cose entrano dentro al progetto quotidiano molto prima di quanto sembri.

Per chi sta affrontando un progetto d’interni a Ferrara o nei dintorni, lo showroom diventa il luogo in cui queste novità smettono di essere immagini e tornano a essere materia: un campione di travertino in mano, una sedia da provare, una libreria da guardare con la luce del pomeriggio. È esattamente da qui che nasce, ogni volta, un progetto coerente.