Cersaie 2025: la ceramica che verrà, fra estetica, tecnologia e sostenibilità

Dal 22 al 26 settembre 2025 Bologna ha ospitato la 42ª edizione di Cersaie — il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredo bagno — luogo dove aziende, designer e progettisti si incontrano per scandagliare le direzioni future del settore.

Questa edizione si è distinta per un dialogo sempre più stretto tra estetica e performance tecniche, tra artigianato e processi digitali. L’attenzione alle superfici tattili, le texture tridimensionali, l’uso del colore, la leggerezza dei materiali, la ricerca di soluzioni personalizzate hanno marcato gran parte delle proposte viste in fiera.

I nuovi trend della ceramica 2025 al CERSAIE

  • Decorativo e grafico: motivi geometrici, pattern modulari, decori “disegnati” tornano protagonisti accanto a superfici neutre.

  • Texture e matericità: superfici incise, rilievi, effetti prismatici e superfici soft-touch emergono come risposta al desiderio di “sentire” la ceramica più che vederla.
  • Formati innovativi e leggerezza: lastre sempre più sottili, moduli smontabili, mini piastrelle componibili come puzzle si affiancano agli extralarge.

  • Tecnologie intelligenti e produzione 4.0: software inkjet generativi, tracciabilità integrata, superfici funzionali (autopulenti, antibatteriche) emergono come strumenti concreti del futuro della ceramica.

  • Sostenibilità e circolarità: uso di materiali riciclati, processi a basso impatto, design per lo smontaggio (design for disassembly) e gestione ottimizzata della supply chain sono aspetti sempre più presenti nei progetti aziendali.

 

In questo scenario, tra le aziende che hanno suscitato la nostra curiosità per l’investimento in originalità, ricerca e identità spiccano Decoratori Bassanesi, Mutina e Opificio Ceramico.

 

Decoratori Bassanesi: la grafica danza in “Quadrille”

Con Quadrille di Clara von Zweigbergk, Decoratori Bassanesi interpreta pienamente la tendenza al ritorno del decoro e alla modularità nei rivestimenti, puntando su un linguaggio elegante ma versatile.

L’enfasi sul piccolo formato contrasta con l’onda dei grandi moduli, ma risponde a un desiderio di tattilità e manipolazione visiva: ogni piastrella può essere percepita come elemento singolo e insieme tessera di un disegno più ampio.

  • Formato 15 × 15 cm: un omaggio alle tradizioni della piastrella classica, rivisitata in chiave contemporanea.
  • Sei decori diversi, con un sistema “aperto”: è possibile combinare motivi grafici policromi con elementi monocromatici — beige o azzurri — per modulare ritmi visivi personalizzati sulle pareti.
  • L’influenza grafica della designer è evidente: Quadrille trae ispirazione dalla coreografia del danzare quadriglia, dove la ripetizione e l’interazione modulare costruiscono ritmo e armonia visiva.
  • Le tonalità privilegiate sono fredde e delicate, in equilibrio con accenti cromatici: l’uso del colore è pensato come elemento di espressione senza risultare troppo invasivo.

Mutina: “Variations on Ceramics” e nuove narrazioni materiche

Nei giorni della Fiera, Mutina ha presentato Variations on Ceramics, un’esposizione che racconta la lunga collaborazione tra il designer Ronan Bouroullec e l’azienda. La mostra, allestita nello Spazio Mutina di Fiorano Modenese, ha ripercorso un dialogo ventennale che ha trasformato la ceramica in linguaggio poetico e architettonico.

All’interno di questo percorso sono state svelate tre nuove collezioni — Aria, Adagio Outdoor e Motivo — accomunate dalla capacità di pensare la superficie come installazione, in grado di generare tridimensionalità, vibrazione e un rapporto vivo con la luce. 

  • Variazioni materiche: le collezioni esplorano diverse intensità tattili, giocando sulle superfici, sugli spessori e sulle texture per proporre esperienze sensoriali differenziate.

  • Composizioni modulari: come suggerisce il nome, le collezioni sono concepite come un sistema variabile, dove le piastrelle possono essere combinate in forme e configurazioni non predefinite.

  • Equilibrio tra rigore e sperimentazione: Bouroullec lavora spesso sulla tensione tra geometria e irregolarità controllata, e in questo progetto porta la ceramica verso una dimensione narrativa più fluida possibile

Coppie di Fatto e Altro – Nathalie Du Pasquier e Mutina

In parallelo, Mutina ha ospitato la mostra di Nathalie Du Pasquier, dedicata a una serie di oggetti ceramici handmade che giocano sulla coppia: vasi che si completano, si ribaltano e si trasformano l’uno nell’altro. L’approccio, ironico e libero, mette in discussione convenzioni funzionali e formali, aprendo la ceramica a un linguaggio tra arte e design, intimo e gioioso.

Con questo doppio evento, Mutina riafferma la sua natura di laboratorio aperto: un luogo dove la materia ceramica diventa poesia visiva, sperimentazione e racconto condiviso tra designer e architetti.

Opificio Ceramico: Repetit di Marco Spatti, il “tessuto di ceramica”

Tra le proposte più poetiche viste a Bologna spicca Repetit, la nuova collezione che Marco Spatti ha firmato per Opificio Ceramico. L’idea nasce dal mondo dei filati: un intreccio ceramico che evoca la tattilità di un tessuto a maglia grossa. Realizzata in gres porcellanato smaltato, la superficie combina piastrella e stucco in un unico disegno visivo, trasformando quello che di solito è un dettaglio tecnico in un vero elemento compositivo. Da lontano, il rivestimento appare compatto e ritmico, quasi fosse un tessuto continuo; da vicino, emergono i piccoli rilievi dei grani ceramici, che invitano al contatto e al gioco di luce.

Disponibile in tre tonalità — rosso, bianco e grigio — Repetit offre diverse possibilità espressive grazie alle combinazioni tono su tono o ai contrasti cromatici tra grani e stucco, che generano profondità e variazioni ottiche. È un progetto che racconta bene l’anima di Opificio Ceramico: artigianato, sperimentazione e design che unisce estetica e innovazione.

Dal CERSAIE a Gandini LAB: raccogliamo le idee sulla ceramica che verrà

Tiriamo le somme di quello che abbiamo visto al CERSAIE 2025. Decoratori Bassanesi continua la sua vocazione per l’“artigianato interpretato”: pur muovendosi nel mondo della ceramica tecnica, conserva una sensibilità decorativa che affonda nel mestiere e nella personalizzazione.

Mutina propone una lettura contemporanea del prodotto ceramico, dove la materia diventa portatrice di esperienze più intime e modulari: non solo rivestimento, ma racconto visivo e tattile. E, nella sua accezione più alta, arte.

Opificio Ceramico fa incontrare nella bidimensionalità della piastrella la spazialità dell’architettura e la tattilità del tessuto, rompendo l’idea del rivestimento “flat”.

Ecco dunque alcuni consigli che possiamo darvi dopo esserci lasciati ispirare.

  • Sperimenta con formati piccoli e modulari
    Le piastrelle 15×15 (come Quadrille) o composizioni modulari variabili possono donare vitalità alle pareti, spezzando l’omogeneità dei grandi formati.
  • Mixa decoro e superfici neutre
    Alternare pattern geometrici e piastrelle lisce consente di generare ritmo visivo senza appesantire lo spazio.
  • Valorizza la luce e l’ombreggiatura
    Superfici incise, rilievi sottili e texture leggere interagiscono con la luce radente, aggiungendo profondità e movimento.
  • Richiedi versioni su misura o personalizzabili
    Aziende come Opificio Ceramico mostrano che esiste spazio per collezioni tailor-made: non esitare a richiedere varianti cromatiche o moduli speciali.
  • Cogli il dialogo tra estetica e prestazioni
    Non basta che una piastrella sia bella: considerane resistenza, antiscivolosità, funzionalità antibatterica, leggerezza. Le innovazioni tecnologiche viste in fiera mostrano che questi mondi possono convergere.